Azioni Parallele

NUMERO 4 - 2017
Azioni Parallele
è una rivista on line a periodicità annuale, che continua in altre modalità la precedente ultradecennale esperienza di Kainós.
La direzione di Azioni Parallele è composta da
Gabriella Baptist,

Aldo Meccariello
e Andrea Bonavoglia.
La distribuzione è affidata a Ergonet (VT).

La sede della rivista è Roma.

-Informativa sui cookie-

AP on line e su carta

AP 3 - 2016

indice completo


AP 2 - 2015
apri l'indice
indice completo
[compra il libro 
presso ARACNE]


 AP 1 - 2014
apri l'indice
indice completo
[compra il libro 
presso ARACNE]


 
SEMINARI

Modern/Postmodern

ed. MANIFESTO LIBRI
[compra presso IBS]

Solitudine/Moltitudine

ed. MANIFESTO LIBRI
[compra presso IBS]

Informazioni e visite

Abbiamo 366 visitatori online

OS
Linux w
PHP
5.5.37
MySQL
5.5.5-10.1.18-MariaDB
Ora
22:28
Caching
Abilitato
GZip
Disabilitato
Visite agli articoli
367133

Siti "paralleli"

Siti amici di "Azioni Parallele"  

Scipione Guarracino, Mediterraneo. Immagini, storie e teorie da Omero a Braudel

 

 

 

Scipione Guarracino

Mediterraneo.
Immagini, storie e teorie da Omero a Braudel

 

 

Milano, Bruno Mondadori, 2007 pp. IX-195,, ISBN 978-88-42-49236-8, € 18,00

 

All'origine il testo di Scipione Guerracino dal semplice titolo di Mediterraneo era una voce enciclopedica (nel Dizionario di storiografia della Bruno Mondadori), una di quelle voci solide ma non troppo ampie, come oggi si preferisce fare nei manuali in commercio. Il libro "Mediterraneo" scritto da Guarracino nel 2007, dieci anni dopo la prima edizione del dizionario, va interpretato invece come una di quelle voci antiche, esaurienti e allo stesso tempo sintetiche, che arricchivano le enciclopedie storiche, del genere della Treccani; e se le quasi 200 pagine potrebbero essere tante per la voce in questione, sono altresì pochissime per il grande tema trattato.

L'abilità dell'autore sta proprio nell'essere riuscito a darci un'opera completa in grado di prepararci ad altre letture specialistiche, anche se a mio parere c'è una pecca abbastanza grave nell'edizione peraltro elegante di Bruno Mondadori, ed è la mancanza di illustrazioni, soprattutto di carte geografiche, senza le quali buona parte dei discorsi su un luogo, perché tale è in primis il Mediterraneo, perdono davvero di concretezza.

Ma la fatica di Guarracino, docente di Metodologia della Storia, garantisce risultati notevoli per il lettore, cui vengono proposti in successione temi storici, geografici, naturalistici, marittimi, religiosi, etnici. Con abbondanza di citazioni, utili per costruirsi una bibliografia generale, Guarracino non espone una tesi nuova, in grado di aprirci all'improvviso le porte di una maggior comprensione della storia del nostro mare, ma propone una visione molteplice, che tiene conto di fattori complessi, ovviamente sulla base di una selezione effettuata a monte. L'indice completo del volume che ho inserito alla fine può da solo dire molto sulla completezza degli argomenti.

Il Mediterraneo di Guarracino ci appare allora dapprima come un nome, ed è suggestiva la storia della parola che in tempi lontani finì per sostituire il romano Mare Nostrum:

"La carriera di questa parola così ricca di senso era in realtà cominciata nella lingua latina in forma piuttosto modesta, come aggettivo alternato al raro mediterreus. Esso costituisce uno dei frequenti casi di costruzione di nuove parole con il suffisso in -aneo, per indicare una condizione o una relazione" (pag. 4).

Poi ecco l'aspetto geografico, le differenze tra Nord e Sud, la moltitudine di isole che inframmezzano il grande specchio d'acqua e naturalmente le coste e le terre che si affacciano sul mare.

"… le pianure fatte per essere coltivate e popolate sono invece piuttosto scarse e si limitano per lo più alle ristrette fasce poste fra i piedi delle montagne e il mare stesso. In Libano, sede delle antiche città fenice, la costa è solo un bordo poco profondo, 20 km o poco più … in Grecia le pianure arrivano solo al 20 per cento del territorio totale … di poco superiore la loro entità in Italia" (pag. 19).

L'aspetto agricolo è quindi essenziale, quel confine quasi fisico rappresentato dagli olivi e dalla vite, dall'olio e dal vino sulle coste del mare, contrapposte al burro e alla birra dei popoli nordici non mediterranei. Per non dire della pastorizia, che determina gran parte della cultura del territorio; i popoli mediterranei prima sono pastori e poi, ma non sempre, anche navigatori.

Dopo gli aspetti geofisici naturalmente viene la storia, i cui punti nodali si spostano da Est a Ovest, dalle origini culturali egiziane e mesopotamiche ai greci e ai romani, contrassegnati da guerre, massacri, conquiste, scomparse intere di popoli. Seguendo tracce letterarie e racconti di viaggio, Guarracino descrive ciò che accade ai popoli, e percorre quel lungo cammino che dalla dis-unità del passato attraversa la lunga unità romana e giunge alla metamorfosi medievale, in gran parte determinata dagli scismi religiosi, che vede la separazione del Nord Africa e del Mediterraneo orientale dal resto d'Europa.

Proprio sul merito del rapporto tra Europa e Mediterraneo, che apre e chiude il volume, Guarracino ci segnala le diverse opinioni di tanti autori, racconta dei viaggi verso Sud di tanti intellettuali, e infine – contestando la posizione di Paul Valery - affronta l'argomento anche in prima persona, scrivendo che

"Nessuno metterà in dubbio che l'Europa dipende dall'eredità delle civiltà mediterranee, ma è anche giusta l'impressione che l'identità europea non si definisce solo in questi termini" (pag, 163).

Tra l'Europa, ovvero la boscosa e pianeggiante Europa del Nord, nata come una grande società contadina fondata sull'allevamento di buoi e cavalli, e il Mediterraneo, ovvero l'Europa del Sud arida e rocciosa, fondata su pecore e asini, c'è stata un'integrazione continua e affannosa, costellata di scontri, di alleanze, di tradimenti e di sangue, fino all'attuale situazione politica che vede l'oriente del Mediterraneo più lontano dall'occidente di quanto l'occidente non sia dal settentrione. Sono radici spezzate e non più ricostruibili? O c'è ancora uno spazio per un'integrazione che vada oltre i confini e le religioni?

 

Indice completo del volume

I. Mediterraneo: le evocazioni del nome
1. Dalla parte di Sète
2. Metamorfosi di una parola
3. Sostantivo e di nuovo aggettivo
4. Dalla parte di Algeri

II. Mediterraneo e geografia
1. Un’area di civiltà a sé
2. Montagne, terre e fiumi
3. Il clima e l’agricoltura

III. La costruzione del Mediterraneo
1. I confini dell’ulivo e della vite
2. Venire al Mediterraneo
3. Dai mediterranei al Mediterraneo

IV. Il mare dei viaggiatori, dei mercanti, dei coloni, dei cittadini
1. I mercanti, esperti di frodi
2. Marinai per necessità, cittadini per predilezione
3. L’unificazione commerciale
4. Culture urbane e modelli di città

V. L’unità politica e religiosa
1. Imperi
2. Urbem fecisti quod prius orbis erat
3. L’impero romano, la Provvidenza e la religione
4. Mediterraneo, mare di Dio

VI. Interpreti e testimoni
1. Alla ricerca di un modello del Mediterraneo
2. Tesi di mediterraneistica
3. Viaggiatori

VII. Lontano dal Mediterraneo e oltre
1. Ai confini del mondo mediterraneo
2. Al di là del Mediterraneo
3. Altri Mediterranei

VIII. Invasioni, convivenze, fusioni
1. I barbari venuti dall’esterno
2. Nel mondo musulmano
3. Nel mondo cristiano

IX. Mediterraneo perduto, rimpianto, evocato
1. Mediterraneo ed Europa
2. Stati, nazioni e nazionalismi contro il Mediterraneo
3. Quel che resta del Mediterraneo
4. Un film di Manuel de Oliveira