20/11/2015, Roma, Seminario Moltitudine/Solitudine
- Pubblicato 11 Ottobre 2015
Seminario

www.azioniparallele.it
Moltitudine/Solitudine
venerdì 20 novembre 2015
Associazione Esquilino domani
via Galilei, 53 - Roma (metro A, Manzoni)
Presentazione
Moltitudine, solitudine, sono termini, oggi, interscambiabili e convertibili. Si fa fatica a tracciare i confini dell’uno o dell’altro dinanzi al dato evidente dei continui sfaldamenti delle trame intersoggettive e delle persistenti trasformazioni economiche, sociali ed antropologiche.
Parafrasando Zigmunt Bauman, autore di quel fortunato libro, La solitudine del cittadino globale, si può dire che oggi, nell’epoca della totale erosione della politica espropriata dal potere dell’economia, va diffondendosi sempre più un senso di apatia generalizzata che va dall’uncertainty (incertezza), all’insecurity (insicurezza) e unsafety (precarietà) che configurano oggi un’ulteriore modalità dell’impoverimento dell’esperienza.
L’autonomia delle persone non è più la facile illusione di poter dirigere i propri pensieri e i propri atti o di poter relazionarsi con gli altri per mezzo della iper-reperibilità continua che l’uso dei cellulari e degli smartphone facilita in maniera continua ed ossessiva ma ha a che fare piuttosto con l’autoreferenzialità, con una concezione monadologia e atomistica che contamina la sfera dell’umano e disgrega ogni spazio privato e pubblico dell’agorà ossia di quella che un tempo si chiamava società civile. Dalla capacità di reagire e di trovare risposte alla precarietà e alla dispersione esistenziale deriva il grado di libertà che un individuo o una società possono conseguire.
Per Elias Canetti la causa scatenante della solitudine è nella paura di essere toccati (tutte le distanze che gli uomini hanno creato intorno a sé sono dettate dal timore di essere toccati), teorizzandone la risoluzione nel meccanismo della massa (tutti insieme gli uomini possono liberarsi delle loro distanze), oggi viceversa in una società atomizzata e massificata, pervasiva e ipertrofica si sente l’esigenza di costruire propri spazi per la solitudine “come una vera dieta dell’anima” quando la moltitudine stenta ad avere una propria decifrabilità e leggibilità.
L’individuo si autostruttura spesso senza avvedersene per essere un perfetto consumatore di merci, di esperienze, di relazioni, disincarnato dal tessuto comunitario, espropriato del proprio tempo, strutturato sul perseguimento di obiettivi immediati, e dunque spesso ignaro del futuro e del passato e con scarsa vocazione ad appropriarsi dello spazio arendtiano dell’infra e dell’esperienza della pluralità.
Si può pertanto aprire un potenziale ed utile dibattito per il futuro, di cui questo seminario vuole essere solo una prima traccia di riflessione.
Programma
Prima sessione ore 9.30 -13.30
Presiede Fiorinda Li Vigni
1. Antonio Caridi: Il transindividuale. Ontogenesi del soggetto e costituzione del collettivo in Gilbert Simondon
2. Dario Zucchello: Loneliness and solitude in Hannah Arendt
3. Aldo Meccariello: Là dove il nero è più nero. Masse solitarie in Elias Canetti
4. Paolo Vernaglione: "La solitudine della moltitudine. Dimmi con chi vai..."
Discussione
Seconda Sessione ore 15.30 - 18.30
Presiede Antonino Infranca
1. Angiola Iapoce: In principio era il due: Jung e la complessità della psiche.
2. Andrea Bonavoglia: Nel mondo e fuori dal mondo. Doppio ritratto di Raffaello e Van Gogh
3. Damiano Bondi: La Persona. Tra l'individuo e la massa a partire da Denis De Rougemont
4. Enrico Meroni: Per una genealogia del lessico della solitudine
Discussione
Informazioni
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